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	<title>GG Production UDINE &#187; news</title>
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	<description>di Fiorenzo Del Colle</description>
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		<title>alessandro gassmann</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Oct 2019 16:17:57 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Trieste/Roma, 11 settembre. In questi giorni, a Trieste, sono iniziate le riprese di Non odiare, il debutto nel lungometraggio di Mauro Mancini, fortemente voluto dal produttore Mario Mazzarotto. Il film è una coproduzione tra Italia e Polonia: Movimento film e Agresywna banda, con Rai Cinema, in associazione con Notorious Pictures, che distribuirà il film in [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Trieste/Roma, 11 settembre. In questi giorni, a Trieste, sono iniziate le riprese di Non odiare, il debutto nel lungometraggio di Mauro Mancini, fortemente voluto dal produttore Mario Mazzarotto. Il film è una coproduzione tra Italia e Polonia: Movimento film e Agresywna banda, con Rai Cinema, in associazione con Notorious Pictures, che distribuirà il film in Italia. E&#8217; realizzato con il sostegno del Ministero per i Beni e le Attività Culturali – Direzione Generale Cinema, Polish Film Institute e in collaborazione con Friuli Venezia Giulia Film Commission. Le vendite internazionali sono affidate a Intramovies. Sicuramente Trieste è uno dei posti migliori da cui osservare il mondo, per storie in cui c’è la compresenza spaziale del passato e del presente, quando si tratta di conflitti interiori, sensi di colpa e c’è il contagio dell’intolleranza razziale. La storia di Non odiare accade a Trieste, cuor d’Europa (Svevo prima e Saba poi l’han fatta amare a noi tutti), luogo per storia riccamente contaminato e innervato da tante etnie, pulsioni, sedimentazioni: un seducente melting-pot e una “scontrosa grazia”, per questa città mitteleuropea dalle profonde radici ebraiche, testimoniate dall’antica sinagoga, dove, per la prima volta, si girerà la scena di un film. Qui, nel cuore della città, ai limiti dell’antico Borgo Teresiano, vive Simone Segre (Alessandro Gassmann), un affermato chirurgo di origine ebraica: ha una vita tranquilla, apparentemente risolta, una compagna che lavora in Francia come reporter, un appartamento elegante e nessun legame con il passato. I duri contrasti con il padre, un reduce dei campi di concentramento morto da poco, lo hanno portato, da anni, ad allontanarsi da lui. Tornando dallʼallenamento settimanale di canottaggio, Simone si trova a soccorrere un uomo vittima di un incidente stradale: ma quando scoprirà sul petto di questo un tatuaggio nazista, lo abbandonerà al suo destino e nel momento in cui arrivano i soccorsi è ormai troppo tardi. I giorni seguenti, però, saranno sotto il segno del senso di colpa per la morte dell’uomo: situazione che lo spingerà a rintracciare la famiglia del neonazista che vive in un complesso residenziale popolare, il cosiddetto “quadrilatero di Melara”: Marica, la figlia maggiore (Sara Serraiocco); Marcello (Luka Zunic), al suo primo ruolo da co-protagonista, il figlio adolescente contagiato anche lui dal seme dell’odio razziale; il “piccolo” Paolo (Lorenzo Buonora).</p>
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		<title>TRENO STORICO DEI BORGHI 2019</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Sep 2019 16:10:23 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>SUCCESSO PER IL TRENO DEI BORGHI PIU&#8217; BELLI D&#8217;ITALIA Quasi 250 viaggiatori hanno viaggiato a bordo del treno storico dei “Borghi più belli d’Italia” lungo i binari della ferrovia turistica Pedemontana del Friuli. Il treno, esaurito da settimane, ha permesso ai tanti turisti di scoprire gli antichi borghi di Polcenigo e Toppo di Travesio, inseriti nella lista dei borghi-gioiello d’Italia. Il convoglio composto dalla splendida vaporiera austroungarica 728.022 e da eleganti carrozze Centroporte Anni 30 è partito da Gemona del Friuli e ha raggiunto Budoia, dove i passeggeri con bus navette gratuite hanno raggiunto il borgo di Polcenigo, partecipando alla sagra dei thest, i cesti, la storica fiera giunta alla sua 346° edizione, dedicata all’artigianato e ai prodotti enogastronomici locali. Al ritorno il viaggio ha fatto tappa a Toppo dove due distinte visite guidate hanno svelato ai turisti i segreti dei conti Wassermann, del borgo antico e del castello che lo domina. A bordo treno guide turistiche ed un intrattenimento musicale a tema hanno accompagnato il viaggio dei passeggeri che ancora una volta hanno espresso un elevato gradimento per questo progetto che sta facendo registrare numeri da record, con oltre il 90% dei biglietti disponibili venduti e l’80% dei treni sold out. Numeri che pongono la Sacile Gemona ai vertici delle ferrovie turistiche d&#8217;Italia per biglietti venduti e gradimento. Il progetto dei treni storici, grazie alla sinergia tra Regione e Comuni, è diventato uno dei biglietti da visita del Friuli Venezia Giulia, capace di attrarre centinaia di visitatori, tanti provenienti da fuori regione (Veneto, Lombardia) e dall’estero (Germania, Belgio, Francia e Inghilterra). Prossimi appuntamenti: sabato 14 settembre da Trieste partirà il treno di Friuli doc con destinazione Udine, mentre domenica 15 settembre una sbuffante vaporiera sarà la protagonista del treno di Pasolini che da Udine viaggerà alla volta di San Vito al Tagliamento, mentre il 22 settembre sarà la volta del treno del Jazz e della Poesia, collegato a Pordenonelegge che viaggerà da Pordenone a Meduno, con a bordo alcuni scrittori e poeti del festival letterario e i musicisti di Controtempo Jazz.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div dir="ltr">SUCCESSO PER IL TRENO DEI BORGHI PIU&#8217; BELLI D&#8217;ITALIA</div>
<div dir="ltr">Quasi 250 viaggiatori hanno viaggiato a bordo del treno storico dei “Borghi più belli d’Italia” lungo i binari della ferrovia turistica Pedemontana del Friuli.</div>
<div dir="ltr">Il treno, esaurito da settimane, ha permesso ai tanti turisti di scoprire gli antichi borghi di Polcenigo e Toppo di Travesio, inseriti nella lista dei borghi-gioiello d’Italia.</div>
<div dir="ltr">Il convoglio composto dalla splendida vaporiera austroungarica 728.022 e da eleganti carrozze Centroporte Anni 30 è partito da Gemona del Friuli e ha raggiunto Budoia, dove i passeggeri con bus navette gratuite hanno raggiunto il borgo di Polcenigo, partecipando alla sagra dei thest, i cesti, la storica fiera giunta alla sua 346° edizione, dedicata all’artigianato e ai prodotti enogastronomici locali.</div>
<div dir="ltr">Al ritorno il viaggio ha fatto tappa a Toppo dove due distinte visite guidate hanno svelato ai turisti i segreti dei conti Wassermann, del borgo antico e del castello che lo domina.</div>
<div dir="ltr">A bordo treno guide turistiche ed un intrattenimento musicale a tema hanno accompagnato il viaggio dei passeggeri che ancora una volta hanno espresso un elevato gradimento per questo progetto che sta facendo registrare numeri da record, con oltre il 90% dei biglietti disponibili venduti e l’80% dei treni sold out. Numeri che pongono la Sacile Gemona ai vertici delle ferrovie turistiche d&#8217;Italia per biglietti venduti e gradimento.</div>
<div dir="ltr">Il progetto dei treni storici, grazie alla sinergia tra Regione e Comuni, è diventato uno dei biglietti da visita del Friuli Venezia Giulia, capace di attrarre centinaia di visitatori, tanti provenienti da fuori regione (Veneto, Lombardia) e dall’estero (Germania, Belgio, Francia e Inghilterra).</div>
<div dir="ltr">Prossimi appuntamenti: sabato 14 settembre da Trieste partirà il treno di Friuli doc con destinazione Udine, mentre domenica 15 settembre una sbuffante vaporiera sarà la protagonista del treno di Pasolini che da Udine viaggerà alla volta di San Vito al Tagliamento, mentre il 22 settembre sarà la volta del treno del Jazz e della Poesia, collegato a Pordenonelegge che viaggerà da Pordenone a Meduno, con a bordo alcuni scrittori e poeti del festival letterario e i musicisti di Controtempo Jazz.</div>
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		<title>IL TRENO DEI GIARDINI</title>
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		<pubDate>Wed, 22 May 2019 09:20:41 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>E’ stata presentata a Sacile nella prestigiosa sede di Palazzo Ragazzoni la stagione 2019 dei treni storici della Ferrovia Turistica Pedemontana del Friuli, che si inquadra nella più ampia offerta dei treni storici che percorreranno quest’anno il Friuli Venezia Giulia. 26 sono infatti i treni previsti, di cui ben 16 organizzati lungo la Sacile – [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>E’ stata presentata a Sacile nella prestigiosa sede di Palazzo Ragazzoni la stagione 2019 dei treni storici della Ferrovia Turistica Pedemontana del Friuli, che si inquadra nella più ampia offerta dei treni storici che percorreranno quest’anno il Friuli Venezia Giulia.<br />
26 sono infatti i treni previsti, di cui ben 16 organizzati lungo la Sacile – Gemona, linea che rientra nel progetto nazionale “Binari senza tempo” della Fondazione FS Italiane.<br />
All’incontro erano presenti i Sindaci di Sacile e Gemona del Friuli, Comuni capofila del progetto supportato dalla Regione e da Turismo FVG. Quest’anno sono 32 le Amministrazioni Comunali coinvolte nell’organizzazione degli eventi collegati ai viaggi con i treni storici, nonché numerosi partner nazionali tra cui Touring Club Italiano, Fiab, Borghi più belli d’Italia, Pordenonelegge, Slow Food e Consorzio del prosciutto di San Daniele, oltre a numerose associazioni locali che garantiranno l’intrattenimento dei passeggeri durante il viaggio.<br />
Si punta a migliorare le performance del 2018 che hanno visto trasportati 4.000 passeggeri con oltre il 70% dei treni sold out.<br />
La stagione prenderà avvio sulla Pedemontana domenica 12 maggio con il Treno dei Giardini che partirà da Udine alle ore 7.55, toccando Gemona e le altre stazioni della linea, per giungere a Sacile alle ore 11.55. Molto ricco il programma turistico che prevede tra l’altro la visita alla Tenuta Vistorta dei Conti Brandolini d’Adda, straordinariamente aperta per l’occasione e alla città di Sacile – Giardino della Serenissima.<br />
Molto soddisfatti i Sindaci di Sacile, Carlo Spagnol e di Gemona, Roberto Revelant, che anche a nome dei numerosi colleghi presenti, hanno ribadito che la ferrovia turistica rappresenta un’opportunità di sviluppo del territorio attraverso una forma di turismo sostenibile che permette di valorizzare le eccellenze storico-culturali, ambientali ed enogastronomiche che offre la Pedemontana. Il 2019 è l’anno del turismo slow, nel quale senza dubbio rientra l’offerta dei treni storici, unitamente alle ciclovie e ai cammini di cui la Pedemontana è ricca.</p>
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		<title>Ruud Gullit ospite d&#8217;onore a &#8220;CALCIO IN MOSTRA&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 15 Apr 2017 09:03:01 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Ruud Gullit ospite all&#8217;anteprima di Calcio in Mostra Inconfondibile in campo per le sue lunghe treccine rasta deadlock, che gli valsero negli spogliatoi soprannomi come “Tulipano nero” e “Simba”, Ruud Gullit è rimasto nella memoria degli appassionati di calcio come icona della prestanza atletica giocando con ottimi risultati, tra la fine degli anni &#8217;80 e [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Ruud Gullit ospite all&#8217;anteprima di Calcio in Mostra<br />
Inconfondibile in campo per le sue lunghe treccine rasta deadlock, che gli valsero negli spogliatoi soprannomi come “Tulipano nero” e “Simba”, Ruud Gullit è rimasto nella memoria degli appassionati di calcio come icona della prestanza atletica giocando con ottimi risultati, tra la fine degli anni &#8217;80 e i &#8217;90, nel ruolo di centrocampista ed attaccante in squadre di club nazionali come il Milan e la Sampdoria. Oltre che per le doti sportive pochi ricordano che l&#8217;olandese, assieme a pochi altri grandi campioni della storia, tentò di lasciare anche fuori dall&#8217;ambiente calcistico una traccia importante, battendosi in prima persona per i diritti civili e contro le leggi di discriminazione razziale, come quando dedicò il Pallone d&#8217;Oro appena vinto a Nelson Mandela mentre era in carcere, figura politica sudafricana anti-apartheid che poi ottenne il Nobel per la pace.</p>
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		<title>CAMPIONI OLIMPICI 2016</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Aug 2016 14:25:40 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Gemona del Friuli premia i campioni di Rio 2016, Wayde Van Niekerk oro olimpico nei 400 netri piani e Chiara Cainero argento olimpico del tiro a volo</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Gemona del Friuli premia i campioni di Rio 2016, Wayde Van Niekerk oro olimpico nei 400 netri piani e Chiara Cainero argento olimpico del tiro a volo</p>
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		<title>MATTARELLA</title>
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		<pubDate>Sat, 07 May 2016 10:17:41 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, a Venzone è stato accolto dal sindaco Fabio Di Bernardo. E ha salutato la folla in friulano: &#8220;Mandi Friul&#8221; e &#8220;Ariviodisi&#8221;. &#8220;Questo &#8211; ha detto Mattarella &#8211; è un giorno particolare a 40 anni dal terremoto, un giorno di commozione in cui ricordiamo le vittime. Un giorno in cui [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, a Venzone è stato accolto dal sindaco Fabio Di Bernardo.  E ha salutato la folla in friulano: &#8220;Mandi Friul&#8221; e &#8220;Ariviodisi&#8221;. &#8220;Questo &#8211; ha detto Mattarella &#8211; è un giorno particolare a 40 anni dal terremoto, un giorno di commozione in cui ricordiamo le vittime. Un giorno in cui si esprime riconoscenza ai soccorritori che vanno ringraziati, e a tutti i friulani che si sono impegnati con coraggio e dignità nella ricostruzione&#8221;. &#8220;Un impegno &#8211; ha precisato &#8211; che ha consentito di riportare poi Venzone come Gemona, come tutti i comuni colpiti, nelle condizioni in cui si trovavano prima&#8221;.<br />
Con il capo dello Stato c&#8217;erano, tra gli altri, il capogruppo della Camera del Pd,Ettore Rosato, la presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani, e Giuseppe Zamberletti.<br />
&#8220;Ammirazione per quel che è stato fatto&#8221;. Mattarella ha ricordato i &#8220;tanti contributi&#8221;, a cominciare da quello del &#8220;papà&#8221; della Protezione civile, Giuseppe Zamberletti. &#8220;Ma il vero protagonista &#8211; ha sottolineato &#8211; è stato quello dei friulani, come cittadini, Comuni, Regione&#8221;. Parole che Mattarella stesso ha definito come tese a &#8220;esprimere soprattutto l&#8217;apprezzamento, l&#8217;ammirazione e la riconoscenza di tutto il Paese per quel che è stato fatto qui&#8221;.<br />
&#8220;Determinazione frutto della cultura dei friulani&#8221;. &#8220;In quei giorni &#8211; ha aggiunto &#8211; e nei successivi mesi a tutta l&#8217;Italia è stato chiaro che la determinazione nell&#8217;affrontare i problemi gravi della ricostruzione, sono stati frutto della cultura e della mentalità dei friulani&#8221;. &#8220;Una grande testimonianza &#8211; ha proseguito &#8211; e intorno a loro si sono stretti tanti italiani ma anche stranieri. C&#8217;è stata una presenza dello Stato e tanti contributi, ma quello protagonista è stato il contributo dei friulani. La mia presenza si ricollega alla vicinanza dello Stato, ma vuole esprimere apprezzamento e riconoscenza per quello che è stato fatto qui&#8221;.<br />
L&#8217;incontro con i genitori di una vittima del bus Erasmus. Il Presidente della Repubblica ha incontrato i genitori di Elisa Valent, la studentessa venticinquenne<br />
friulana deceduta nell&#8217;incidente dell&#8217;autobus Erasmus avvenuto a marzo in Catalogna. Anna ed Eligio Valent hanno atteso il Presidente al Duomo di Venzone</p>
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		<title>40 ANNI DAL TERREMOTO IN FRIULI</title>
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		<pubDate>Sat, 07 May 2016 08:07:49 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>La storia sismica italiana annovera eventi di grande impatto sul nostro territorio, terremoti devastanti che hanno generato vittime e distruzione, modificando radicalmente paesaggi e città. Uno di questi è sicuramente il terremoto del Friuli, avvenuto nel lontano 1976. Oggi ricorrono esattamente i 40 anni da quella fortissima scossa di terremoto. Un «tuono» cui seguì la [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>La storia sismica italiana annovera eventi di grande impatto sul nostro territorio, terremoti devastanti che hanno generato vittime e distruzione, modificando radicalmente paesaggi e città.<br />
Uno di questi è sicuramente il terremoto del Friuli, avvenuto nel lontano 1976. Oggi ricorrono esattamente i 40 anni da quella fortissima scossa di terremoto. Un «tuono» cui seguì la distruzione: 990 vittime, 2607 feriti, 75 mila edifici danneggiati, 18 mila cancellati.<br />
Oggi, il Friuli ricorda quel sisma di magnitudo 6,4 della scala Richter, avvenuto alle ore 21.00 del 6 Maggio 1976. Alle commemorazioni parteciperà anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella: per ricordare le vittime, certo, ma anche per celebrare la ricostruzione esemplare, il cosiddetto modello Friuli. Resta infatti l’unico caso di ricostruzione completata in Italia, dopo un terremoto di tale violenza.</p>
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		<title>STRAORDINARIO BOSCH</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Jan 2016 16:05:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fiorenzo]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Straordinario Bosch Tra le inestimabili bellezze di Venezia ci sono i soli 10 dipinti del visionario pittore medievale olandese Jeronimus Bosch in Italia. Sono due trittici e un polittico, appena restaurati in vista della grande mostra che l’Olanda dedica dal 15 febbraio all’8 maggio al suo pittore più conosciuto in occasione del cinquecentesimo anniversario dalla [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Straordinario Bosch<br />
 Tra le inestimabili bellezze di Venezia ci sono i soli  10 dipinti del visionario pittore medievale olandese Jeronimus Bosch in Italia. Sono due trittici e un polittico, appena restaurati in vista della grande mostra che l’Olanda dedica dal 15 febbraio all’8 maggio  al suo pittore più conosciuto in occasione del cinquecentesimo anniversario dalla sua morte. E per questo le tavole saranno visibili solo per qualche giorno, alle gallerie dell’Accademia di Venezia, prima della partenza per l’olanda e poi per la Spagna, dove verranno esposte al museo del Prado. Queste straordinarie opere, sono tutte qui a Venezia grazie all’illuminato cardinale Domenico Grimani, zio del patriarca Domenico Giovanni, che nel 1500 acquistò  da un mercante olandese, una alcune dlle più straordinarie tavole del pittore fiammingo e le lasciò poi in eredità alla Serenissima. Tra queste ci sono le famose quattro tavole delle Visioni dell’Aldilà che rappresentano la Caduta dei Dannati, l’inferno, il paradiso terrestre e l’ascesa al paradiso, con la strabiliante invenzione del famoso tunnel di luce. Forse erano le ante di un mobile: un particolare che trova conferma anche dopo questo secondo restauro, che ha riguardato i retri ed ha portato alla scoperta straordinaria di quello che è stato definito il quarto Bosch veneziano: tutte le tavole infatti sul retro hanno questi dipinti a finto marmo di diversi colori, che ricordano anche le vampate di luce che ricorrono nei lavori del pittore fiammingo, ma che sono talmente moderni per la gestualità istintiva della pittura che sono state accomunate ai drifring del contemporaneo Pollock. Sono state mostrate qui a Venezia per la prima volta in occasione del restauro. Un mondo fantastico quello di Bosch, popolato di figure allegoriche mostri marini esplosionid i luce e incendi: visioni di un mondo pieno di orrori e meraviglie  che hanno ispirato e continuano ad ispirare generazioni di artisti. Insieme alle Visioni è stato restaurato anche il Trittico di Santa Liberata illuminando qui anche i colori altrettanto fantastici e fiabeschi delle vestiti e dei paesaggi, ma anche le variazioni, che per assecondare il gusto dell’epoca, il dipinto ha subito nei secoli. Un trionfo di rosa ed azzurro nella tavola centrale, mentre le altre due si giocano sulle mirabili variazioni sui toni scuri, con la raffigurazione del martirio di Santa Liberata e i viandanti del Porto. All’appello manda ancora il trittico degli eremiti, di cui in mostra c’è solo un totom  con un video digitale. Il restauro è praticamente finto, mancano solo alcuni dettagli del cielo. A Maggio tornerà a Venezia brevemente, poi a dicembre sarà invece allestita una grande mostra per rendere omaggio all’artista nell’ambito del programma internazionale di celebrazioni Jeronimus Bosch 500 </p>
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		<title>MOSTRA JOAN MIRO&#8217; &#8216;SOLI DI NOTTE&#8217;</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Nov 2015 10:59:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fiorenzo]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Una mostra evocativa ricostruisce l’universo di Miró negli ultimi trent’anni di vita, l’atmosfera dei suoi studi maiorchini, la ricerca della solitudine e la radicale trasformazione della sua arte. Oltre 250 opere dell’artista, i suoi oggetti personali, tanti documenti e circa 50 scatti di grandi fotografi che lo hanno immortalato, in un inedito percorso espositivo. Una [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Una mostra evocativa ricostruisce l’universo di Miró negli ultimi trent’anni di vita, l’atmosfera dei suoi studi maiorchini, la ricerca della solitudine e la radicale trasformazione della sua arte.<br />
Oltre 250 opere dell’artista, i suoi oggetti personali, tanti documenti e circa 50 scatti di grandi fotografi che lo hanno immortalato, in un inedito percorso espositivo.<br />
Una mostra che vuole essere assolutamente evocativa dei luoghi, degli ambienti, dei suoni, delle emozioni che hanno accompagnato il pittore catalano negli ultimi trent’anni di vita trascorsi a Palma di Maiorca, ispirando dal 1956 al 1983, anno della sua morte, un radicale mutamento espressivo e tecnico del suo lavoro e della sua straordinaria arte.<br />
L’ambiente in cui finalmente può operare modifica il suo stile e Miró sperimenta una nuova tecnica”sostenibile”: messo da parte il cavalletto, lavora prevalentemente a terra; può camminare o sdraiarsi liberamente sul quadro; lascia che il colore fresco in eccesso coli sulla tela; utilizza per i fondi delle opere la stessa trementina usata per pulire i pennelli: macchie, spruzzi, sgocciolature casuali dalle quali Miró procede a tracciare segni violenti e dinamici; i personaggi scaturiscono dallo sfondo, delineati sempre da linee nere molto forti.<br />
In mostra anche le musiche realizzate appositamente da Teho Teardo.</p>
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		<title>PLESSI A VENEZIA</title>
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		<pubDate>Thu, 07 May 2015 13:19:10 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>In concomitanza con la 56esima Biennale d’Arte, Venezia si prepara ad accogliere uno dei suoi artisti più conosciuti. Fabrizio Plessi porta in città un nuovo progetto intitolato a uno dei suoi temi prediletti, l’acqua. Dal 6 maggio e fino al 22 novembre, Plessi in Venice si presenterà al pubblico con due eventi distinti, ospitati da [&#8230;]</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>In concomitanza con la 56esima Biennale d’Arte, Venezia si prepara ad accogliere uno dei suoi artisti più conosciuti. Fabrizio Plessi porta in città un nuovo progetto intitolato a uno dei suoi temi prediletti, l’acqua. Dal 6 maggio e fino al 22 novembre, Plessi in Venice si presenterà al pubblico con due eventi distinti, ospitati da una coppia di location eccezionali e curati da Marco Tonelli.<br />
La Galleria Giorgio Franchetti alla Ca’ d’Oro, storico palazzo sul Canal Grande, farà da sfondo aPlessi. Liquid Life. Il flusso della memoria. 1000 progetti, in collaborazione con la Fondazione Alberto Peruzzo e con il patrocino di Expo 2015.<br />
Qui, l’elemento più caratteristico di Venezia si tradurrà in una grandiosa videoinstallazione, fatta di schermi inseriti all’interno di tavoli, che rimanderanno le immagini di un incessante flusso d’acqua, paragonata allo scorrere dei pensieri e della creatività.<br />
Il bagliore azzurro emanato dalle opere di Plessi fa da ponte tra un elemento antico come l’acqua e la fluidità cangiante della tecnologia contemporanea, in uno scambio continuo. Anche l’altro momento espositivo riprenderà queste suggestioni, declinandole in una forma originale: la suggestiva Tesa 94 all’Arsenale ospiterà Plessi. Liquid Light, un’unica installazione composta di luci e llaüt, imbarcazioni tipiche delle Isole Baleari.<br />
Per la prima volta in assenza di schermi, l’opera sarà dominata da una luce azzurrina, simile a quella televisiva, che emergerà dalle chiglie rovesciate delle quattrodici barche, accompagnata dal suono delle onde del mare. Anche in questo caso, l’acqua diventa strumento di memoria ed entità che attraversa il tempo e la Storia.</p>
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