29 ottobre 2015
TINA MODOTTI

Attrice di teatro e di cinema, artista di avanguardia, ma anche protagonista dei grandi movimenti politici e sociali della prima metà del Novecento. Sono molte le lenti attraverso cui è possibile guardare la vita di un personaggio poliedrico e straordinario come Tina Modotti. A 36 anni dall’ultima grande esposizione dedicata alla celebre fotografa udinese, l’assessorato alla Cultura del Comune di Udine e il comitato Tina Modotti presentano “Tina Modotti: la nuova rosa. Arte, storia e nuova umanità”, una retrospettiva allestita a Casa Cavazzini dal 18 ottobre che presenta al pubblico la raccolta più vasta delle foto di Tina Modotti tratte dai negativi originali e arricchita dalle le più recenti acquisizioni riferibili sia alla storia familiare, sia all’arte fotografica, sia all’impegno politico e sociale di Tina Modotti.
In riferimento al contesto udinese, al soggiorno e alla cerchia delle amicizie negli Stati Uniti e nel Messico degli anni ’20, oltre a carteggi tra Jolanda, Vittorio Vidali e Silvia Thompson. Verrà inoltre esposta nella sua interezza, per la prima volta in Italia e in Europa, la nuova documentazione fotografica sulle Scuole libere di agricoltura di cui l’Istituto Nacional de Antropologia e Historia di Città del Messico è entrato recentemente in possesso grazie alla donazione di Savitri Sawhney, figlia dell’esule indiano Pandurang Khankhoje. Tale documentazione contiene una serie di 18 fotografie, scattate da Tina Modotti, rimaste in gran parte sconosciute fino a tempi molto recenti.
Udine rende così nuovamente omaggio a una delle sue figlie più celebri a 36 anni di distanza (correva l’anno 1979) da quella che fino ad allora era considerata la più esauriente esposizione sulla vita e sull’opera di Tina mai realizzata, una mostra divenuta itinerante e in seguito proposta in molte città italiane ed europee. Nel frattempo il mito di Tina Modotti è cresciuto e le sue fotografie più importanti sono state acquistate da privati collezionisti, esposte in prestigiosi musei e sono divenute note un pubblico più vasto.
Il progetto scientifico prevede inoltre di arricchire l’esposizione delle fotografie e dei materiali relativi alla vita e all’attività artistica di Tina Modotti con un vasto materiale iconografico e documentale relativo agli ambienti familiari tra Friuli, San Francisco e Los Angeles, nonché ai contesti storicamente determinati in cui si svolsero la vita artistica e le “scelte di vita” di Tina, agli eventi e ai luoghi che la videro testimone e protagonista. Da questo punto di vista, oggetto di particolare attenzione saranno le sezioni dedicate al Messico degli anni ’20, all’antifascismo internazionale e alla guerra di Spagna. Arricchirà la mostra un ampio catalogo edito da Forum editrice di Udine, a cura di Enzo Collotti, Marì Domini, Paolo Ferrari e Claudio Natoli.